Spesso, uscendo di casa, capita di imbattersi in qualcuno che cerca di attirare la nostra curiosità offrendoci volantini. Spesso, dopo aver letto solo il titolo, quei manifestini finiscono in tasca oppure direttamente in un cestino. Possiamo renderci conto di quanto sia difficile riuscir ad attirare l’attenzione di eventuali acquirenti con questo sistema. Il fatto e’ che piccole attività non hanno altri mezzi per farsi pubblicità, e ciò può farci prendere coscienza di quanto sia importante la sua struttura, nonché il suo contenuto.
Ecco alcuni consigli sulla creazione di un manifestino di successo:
- Cruciale e’ la semplicità del titolo: evitare di distogliere l’attenzione con colori sgargianti, ma piuttosto concentrarsi sul testo e soprattutto sul messaggio che desideriamo far arrivare al nostro pubblico
- Il titolo, ben visibile, già dovrebbe essere in grado di comunicare il messaggio, visto che spesso e’ tutto quello che il pubblico prenderà in considerazione: concentrarsi sul prodotto, sull’offerta, sui vantaggi della promozione
- Poche immagini, possibilmente una, ma semplice e simpatica
- Se siamo riusciti a suscitare interesse e desiderio, oltre al titolo possiamo aggiungere una piccola descrizione del prodotto, dei vantaggi, dell’offerta
- Se siamo stati in grado di suscitare desiderio, questo e’ il momento di inserire i contatti: se qualcuno sarà interessato, sarà pronto all’azione !
Tutti sanno cosa sia un vibratore, e che è possibile trovarne in commercio di tutti i tipi e con le forme e i colori più strani. Quello che è poco conosciuto è però la storia di questo oggetto che nacque addirittura a fine terapeutico alla fine del XVIII secolo. Si pensava infatti che l’isteria nelle donne fosse il risultato di un eccessivo accumulo di liquidi nel corpo e che l’orgasmo aiutasse ad espellerli. La versione elettrica fu realizzata dal dottor Grainville (tanto è vero che i primi furono chiamati “martelli di Grainville”), ma fino alla sua invenzione le terapie consigliate per risolvere i problemi di isteria rimasero la stimolazione da parte del medico o, addirittura, il matrimonio!
In realtà strumenti simili, anche se ovviamente non a batteria, esistevano già da molto tempo: addirittura dall’epoca greca (è possibile trovarne raffigurazioni sui vasi). Nel periodo romano, invece, la Chiesa si pronunciò dicendo che le monache non dovevano farne uso. Col passare del tempo la forma e i materiali di questo oggetto cambiarono, fino ad arrivare all’epoca vittoriana in cui essi avevano un aspetto molto più realistico. Per inciso, è nello stesso periodo che iniziano a circolare le voci secondo le quali la masturbazione rende ciechi e causa altri problemi di salute.
Sono sempre in continua crescita, e spesso non ne hanno nemmeno bisogno: stiamo parlando dei consumatori di Viagra, la famosa pillola blu che viene in aiuto degli uomini in casi di problematiche erettili.
Purtroppo, la schiera dei consumatori è sempre più ampia, nonostante molti soggetti – soprattutto giovani e ragazzi – non necessitino veramente di un aiuto farmaologico in questo senso. Perché è questo ciò che troppe volte si dimentica quando si parla di Viagra: è una medicina vera e propria, a cui sono legati quindi rischi ed effetti collaterali. Diffidate dei medici che non lo prescrivono con la ricetta: la pillola blu va acquistata solo sotto prescrizione e davanti, quindi, a problemi che possono essere risolti solo con questo farmaco, e soprattutto compatibilmente allo stato di salute del paziente. Evitate inoltre di acquistarlo su internet, così come la prassi generale per tutte le medicine vuole. Il farmaco è assolutamente vietato agli uomini che soffrono cronicamente di pressione bassa: infatti, la sua azione di cardio protettore abbassa moltissimo la pressione sanguigna, e in soggetti particolari può indurre al collasso. Attenzione, quindi, prima di tutto, quando si sceglie di assumere questa preziosa pillola e consultare sempre il proprio medico di fiducia. Spesso dietro ai problemi apparentemente meccanici si nascondono quelli emotivi.
Il lavoro precario può influire sulla salute e benessere degli individui. E’ quanto afferma il prof. Giovanni Fava, psicologo clinico dell’Università di Bologna, secondo il quale le tensioni lavorative sono uno dei più importanti fattori di stress dell’uomo moderno. Se negli anni scorsi è emersa la questione del mobbing, oggi sono più che mai attuali i disagi legati alla mancanza di certezze per il futuro lavorativo. “Sindrome da amarezza cronica”, questo è il nome della nuova patologia, che si verifica allorché un individuo si trovi a confrontarsi in maniera ripetuta con ingiustizie (reali o presunte) sul luogo di lavoro. La malattia, che rientra nel gruppo dei disturbi psicosomatici, si può esprimere attraverso coliti, gastriti, cefalee da tensione. Sebbene non sia identificabile una causa organica per questo tipo di patologia, sussiste un’alterazione funzionale in cui l’ansia gioca un ruolo spesso decisivo nel dare il via a una sintomatologia ben definita che può coinvolgere più organi e apparati. La problematica maggiore, in questi casi, è che spesso si pretende di curare la malattia psicosomatica come una malattia organica, dimenticando che se non vengono rimosse le cause psicologiche del disagio, i sintomi tenderanno a ripresentarsi. Per proteggersi dalla somatizzazione di un disagio psicologico si raccomanda uno stile di vita sano e di evitare le situazioni potenzialmente stressanti.
Le foto su tela sono un’idea molto pratica e di sicuro effetto per chi ama appendere alle pareti i ricordi più belli. Ma come si fa a trasferire un’immagine sulla tela? E’ necessario rivolgersi ad un laboratorio di stampa o possiamo fare da noi? Nel caso di foto su pellicola, se avete dimestichezza con le tecniche di sviluppo fotografico, potrete fare da voi, poiché il procedimento è simile alla stampa su carta. La differenza principale sta nella preparazione della tela, che andrà predisposta spalmandovi un’emulsione sensibile liquida, che dovrà essere fatta asciugare per almeno 24 ore (ovviamente al buio). Il maggior tempo richiesto per la preparazione del supporto verrà ripagato però dal risultato artistico di sicuro effetto. Se decidete di far stampare la fotografia in laboratorio ricordate che con la pellicola da 35mm non è bene ingrandire eccessivamente l’immagine, poiché la tela ha una definizione inferiore alla carta, e la vostra fotografia perderebbe in qualità. Nel caso delle foto digitali ricordate di adeguare il file alle dimensioni di stampa, facendo particolare attenzione ai colori, al contrasto e alla luminosità, e alle zone in cui avete operato dei fotoritocchi. I laboratori in genere offrono anche il montaggio della tela stampata su un telaio di legno, ovviamente il servizio può comportare un costo aggiuntivo.
Se siete anziani o non avete più la possibilità di fare le scale con le vostre gambe, la tecnologia ha ideato delle soluzioni molto convenienti, comode e poco impattanti, che generalmente vengono inglobate tutte sotto il nome di montascale a poltroncina. Come dice il titolo stesso, il comfort è uno dei fattori vincenti di questi dispositivi: seduti tranquillamente su un seggiolino, si possono evitare le scale e salire o scendere di piano comandando la macchina con un telecomando molto semplice da comprendere. Anche il montaggio è facile: è necessario, infatti, una sola giornata di lavoro, e può essere installato senza invadere l’architettura di casa o bucare pareti. Inoltre, l’installazione del montascale non necessita di nessun documento rilasciato dalle autorità cittadine, come spesso accade per altri dispositivi, benché siano montati in una residenza privata. Il sistema meccanico si adatta ad ogni struttura e situazione: può essere installato anche su scalinate piuttosto strette ripide, nonostante la presenza della poltroncina, decisamente discreta e poco ingombrante. Inoltre, quando non è in uso, il seggiolino può essere chiuso per prendere ancora meno spazio. Il seggiolino è realizzato con un tessuto resistente all’acqua e agli urti ed è disponibile in diversi colori e stili, per interagire in maniera armonica con qualsiasi tipologia abitativa e di arredamento.
Non c’è niente di meglio nel passare del tempo all’aperto quando se ne ha l’occasione. Se siamo abbastanza fortunati da avere una casa con giardino quindi, o almeno con un balcone, sarà facile approfittarne. È però altrettanto vero che non c’è niente di più triste di una natura trascurata, con piante secche o morenti: se quindi abbiamo un terrazzo e vogliamo abbellirlo con un po’ di verde dobbiamo ricordarci di prendercene cura regolarmente (anche se per fortuna le piante d’appartamento di solito resistenti).
Prima di tutto dovremo comprare delle fioriere. Queste dovranno essere delle dimensioni adatte non solo all’ambiente in cui le metteremo, ma anche alle piante che dovranno contenere. Inoltre non tutte le posizioni sono adeguate: le piante devono stare lontano dal calore troppo intenso e dalle correnti d’aria, quindi cerchiamo un posto soleggiato ma allo stesso tempo abbastanza riparato. Inoltre, prima di mettervi la pianta, aggiungiamo sul fondo uno strato di torba in modo che sia più facile mantenere l’umidità del terreno.
Per il resto possiamo dare sfogo alla fantasia. Ci sono vasi di moltissimi materiali e il design è molto vario: si va dalla plastica, all’acciaio, alla classica terracotta, e le forme e i colori sono talmente tanti che sarebbe impossibile elencarli tutti.
I rilevatori perimetrali sono delle periferiche che vengono installate presso porte, finestre e recinti e fanno parte dei sistemi antintrusione più moderni. I sensori più usati sono quelli ad infrarossi attivi e quelli sismici. I primi si articolano in un ricevitore e un trasmettitore. Quest’ultimo ha la funzione di mandare una serie di raggi infrarossi al ricevitore, che li trasforma in impulsi elettrici e li spedisce alla centralina. Quando la trasmissione dei raggi viene interrotta, la pausa della comunicazione viene segnalata come un errore, e scatta quindi l’allarme. I rilevatori ad infrarossi sono particolarmente precisi, ma hanno anche bisogno di un attento montaggio: infatti, alcuni fattori come le intemperie, il vento o l’umidità ne possono ridurre il campo d’azione e del segnale anche del 75%. I sensori sismici, invece, sono adatti principalmente per superfici lisce come muri o vetri. Il loro funzionamento è abbastanza semplice da capire: al loro interno è montato un sensore che genere una trasmissione elettrica quando capta delle vibrazioni, trasmettendo poi questi impulsi alla centralina che fa scattare l’allarme. Questo tipo di sensore ha una vita pressoché eterna, anche perché il rilevatore non subisce erosioni meccaniche o corrosioni. Inoltre, questi sensori sono eccezionalmente sensibili, e la loro risposta alle vibrazioni può essere settata a seconda delle necessità.